Quartieri

Quartiere Coppedè: la Roma delle fontane, dei palazzi fantastici e delle strade che sembrano un set

Il Quartiere Coppedè è piccolo, ma concentra archi, torrette, mosaici, ferri battuti e una fontana diventata simbolo: per capirlo conviene camminare lentamente intorno a Piazza Mincio.

Piazza Mincio nel Quartiere Coppedè a Roma
· LPLT, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Tra Salaria e Nomentana c’è una Roma che non assomiglia né al centro barocco né ai quartieri ottocenteschi più regolari. Il Quartiere Coppedè prende il nome da Gino Coppedè, l’architetto che progettò questo insieme di palazzine e villini nel primo Novecento. L’effetto è quello di un collage intenzionale: Medioevo, Liberty, richiami classici, animali fantastici e decorazioni convivono nello spazio di poche strade.

Piazza Mincio è il centro della scena

La Fontana delle Rane organizza visivamente la piazza e permette di leggere gli edifici da più angolazioni. Girarle intorno è più utile che arrivare, scattare una foto e andare via.

L’arco d’ingresso prepara il cambio di atmosfera

Entrando da via Tagliamento, il grande arco con il lampadario sospeso segnala subito che il quartiere è stato pensato come un insieme scenografico, non come una semplice sequenza di facciate.

Il Villino delle Fate va osservato nei dettagli

Asimmetrie, archi, fregi, mosaici e materiali diversi fanno del Villino delle Fate uno degli edifici più riconoscibili. È proprietà privata: il valore della visita sta nella lettura esterna, non nell’idea di entrare.

Il quartiere è più piccolo di quanto sembri online

Molte immagini fanno pensare a un’area vastissima. In realtà il nucleo più noto si visita bene a piedi in poco tempo; conviene abbinarlo a Trieste, Villa Torlonia o a una passeggiata lungo la Nomentana.

Cosa tenere a mente

È un quartiere residenziale: evita di bloccare ingressi e marciapiedi per le fotografie. La luce laterale del mattino o del tardo pomeriggio rende più leggibili rilievi e decorazioni. Non servono biglietti per passeggiare nell’area esterna.

Leggi anche

Villa Borghese non è soltanto un parco: il percorso a piedi che mostra una Roma completamente diversa

Coppedè non è interessante perché “sembra un set”, ma perché mostra quanto Roma possa cambiare linguaggio in poche centinaia di metri. Il bello è cercare i dettagli che tengono insieme il fantastico e l’architettura quotidiana.